venerdì 28 luglio 2017

La differenza tra FARE la Volontà di Dio e VIVERE nella Volontà di Dio

Tre immagini sulla Divina Volontà
 (Dal libro di J. De Parvulis: “La Guerra Mistica” )

IL TERZO FIAT SANTIFICANTE 

Lo scopo dei scritti di Luisa Piccarreta è di incoraggiare tutti a vivere nel Divin Volere, un tema strettamente legato al terzo la “Fiat” di Dio, il “Fiat” dello Spirito Santo.

Spinti dal desiderio fare le cose per bene, molte persone si chiedono che differenza c’è tra FARE la Volontà di Dio e VIVERE nella Volontà di Dio. Siccome avevo anch’io questo problema, ho chiesto al Signore di aiutarmi a risolverlo. Come risposta ho ricevuto delle immagini mentali, tre in tutto. Ecco la prima:
Immagine n. 1
Autista  privato.
Inizialmente mi sono trovato alla guida della mia automobile, come faccio quando prendo il volante per andare in qualche posto. Notando che accanto a me c’era un passeggero, mi sono girato verso destra per vedere chi era. Con mia grande sorpresa ho scoperto che il mio passeggero era Gesù. Gesù stesso! 
Stava lì, seduto tranquillamente, e ogni tanto mi dava un consiglio su quale strada prendere, dove girare, quando rallentare, eccetera. Io seguivo i suoi consigli, e lo ringraziavo pure, perchè vedevo che i consigli che mi dava erano utilissimi. Allora ho sentito una voce silenziosa suggerirmi dall’interno: “Questo è FARE la mia Volontà”.
Dopo un po’ mi sono trovato seduto dalla parte del passeggero, a destra dell’autista. Guardando verso sinistra per sapere chi guidava la mia macchina, ho scoperto, con grande stupore, che l’illustre Passeggero che prima era lì per accompagnarmi come passeggero, ora era diventato il mio autista. Autista privato! Gesù in persona aveva preso il volante della mia macchina, e a dire il vero la conduceva bene, anzi, molto bene. Ci eravamo scambiati di posto...
Confesso che con Gesù come autista avevo l’impressione che il mondo non era più lo stesso di prima. Mi sentivo in sicurezza. Per esempio, sentivo che a noi due non sarebbe mai potuto capitato un incidente grave. Sentivo che mentre Gesù conduceva potevo persino chiudere gli occhi e riposarmi i nervi. Allora qui la voce silenziosa mi ha suggerito: “Questo è VIVERE nella mia Volontà”. 
Mi ricordo di avere pensato, forse anche a voce alta, come quelli che si parlano da soli: “Ma è normale tutto questo? È possibile che Dio, il Creatore, si trasformi adesso in autista, il mio autista privato?”
A queste parole, dette o pensate, Gesù ha risposto: “Cos’è più facile, secondo te, morire sulla croce o servirti da autista?”
Siccome Gesù continuava a guidare, ed in modo spontaneo e disinvolto, gli ho ancora detto: “Se voi guidate al mio posto, posso anche chiudere gli occhi e riposarmi i nervi? E se mi addormento del tutto?”
Il divino Autista ha sorriso, poi mi ha risposto: “Se ti addormenti, farò tutto Io per te”[110]
Qui ho capito che se una persona umana rinuncia alla sua volontà per vivere nella Volontà divina, è come se cedesse al Signore il volante della sua macchina (cioè: la direzione della sua vita). I vantaggi che ne derivano sono innumerevoli.
Immagine n. 2
Il gioco degli scacchi.
Mi sono permesso dire ancora al mio Signore: “Signore, non vi sembra che manchi qualcosa alla visione precedente?  A me sembra che bisognerebbe aggiungere qualcosa per fare comprendere a tutti quello che per intuizione e per grazia Voi fate comprendere a me. Non avreste un’altra immagine, un qualcosa di supplementare per quelli che, spinti dalla buona volontà, hanno sete di comprendere meglio, e di più? Ho l’impressione che questa lezione è troppo importante per... ... ” 
Come al solito, ma per me è sempre una sorpresa, un giorno mi si presenta un’altra immagine. Vedo due esseri che giocano a scacchi. Da una parte il diavolo, e dall’altra l’eterno Padre. Da solo non sarei mai riuscito ad immaginare che l’eterno Padre potesse giocare a scacchi col diavolo, suo grande nemico, eppure erano lì, uno di fronte all’altro, che giocavano a scacchi, davanti a me... Ma io dovevo capire che questa era solo un’immagine. Mi applico dunque a capire l’immagine.
Innanzitutto capisco che i pezzi che sono sulla scacchiera rappresentano gli esseri umani. Mi riconosco in una piccola pedina... E mi rendo conto che al gioco degli scacchi anche una semplice pedina può essere preziosa, se per esempio si trova al posto buono, al momento buono. [111] Osservo il gioco che va, e improvvisamente mi rendo conto che l’Eterno Padre, che è mio Papà, è in posizione di svantaggio. Penso: “È impossibile, Dio è più bravo del diavolo. Il diavolo è una creatura. Il Creatore di una creatura è inevitabilmente più bravo della sua creatura, qualunque sia l’intelligenza di quest’ultima. Allora il diavolo perderà la partita... Non la può guadagnare contro il Creatore.”
Eppure... lo svantaggio del Papà mio è visibilissimo. Allora mi metto ad osservare questo mio Genitore con occhi ansiosi, supplici e..., sì, sono come un bambino che osserva suo Papà, lo sa potentissimo, e malgrado tutto vede che sta perdendo terreno di fronte a un avversario misterioso, brutto, e vestito di nero. Il peggio è che ogni volta che il gioco lo obbliga a cedere uno dei suoi pezzi, vedo che soffre, perchè gli vengono le lacrime agli occhi. Il bambino che io sono in questa visione si ribella all’idea che suo Papà perda terreno di fronte a un avversario, che poi è anche così brutto! Scopro che cosa sia la morte, e soffro tremendamente di questa sua bruttezza, di questa sua crudeltà. Secondo la mia logica la morte non ha diritto di prevalere sulla vita, ma davanti a me si sta producendo l’opposto. Lo vedo. Lo sto vedendo. La cosa accade sotto i miei occhi. [112]
Piccolo come sono ho bisogno di aiuto, di luce, di spiegazioni, in modo da poter respingere un dubbio così atroce, così schiacciante... Ribelle alla morte, incapace di resistere davanti all’ingiustizia, mi metto quasi a gridare, ma con voce supplice:
“Dai, Papà! Non lasciarti battere! Fai qualcosa. Non sei l’eterno? Il tutto? Non sei il creatore? Non sei tu il mio Papà onnipotente, il migliore di tutti? Allora vinci! Devi vincere! Non voglio che tu perda. Non lo voglio! Devi vincere!”
Silenzio, e ancora silenzio, e poi ancora silenzio. Senza troppo capire, i miei occhi si posano sulla scacchiera, e mentre così la fisso, improvvisamente... Tieh! Eccola la spiegazione! Vedo che i pezzi coi quali mio Papà conduce il suo gioco sono tutti dotati di libertà, e che alcuni di loro, credendosi in posizione di svantaggio, si muovono da soli da un quadratino all’altro, e vanno anche lontano senza il permesso di mio Papà, che è anche Papà di ognuno di loro. Ahi! Questa loro mancanza di fiducia e di abbandono filiale provoca la loro perdita. [113]
E qui capisco tante altre cose... Mio Papà, onnipotente sì... Ma la libertà che per amore ha deciso di lasciare a tutti i sui figli (i “pezzi”) rende il suo gioco estremamente vulnerabile di fronte al gioco dell’Avversario, i cui “pezzi” rimangono fermi, sì, ma solo perchè paralizzati dalla paura. Allora mi chiedo: e che “vita” potrà mai essere quella dei pieni di paura, dei senza libertà, dei senza amore...? Mhmm... Non vorrei essere nei panni di uno di quei “pezzi”, proprio no.
Ritornato da questa parte della realtà, la voce silenziosa mi chiede: “Cara pedina, ti ricordi di avere già letto un testo che diceva che qualsiasi cosa dovesse succedere alla mia Chiesa, Io la ricostruirò?”
Rispondo: “Sì, me lo ricordo, ma non con le parole esatte”.
La voce: «Cerca le parole».
Mi metto a cercare il messaggio, e alla fine lo trovo a pagina 118 del libretto: “Le Grand Message d’Amour”. Lo rileggo attentamente, e il messaggio, tradotto in italiano, dice:
“Il mondo moderno rinnova la mia passione. Tuttavia, anche se i miei sacerdoti mi dovessero tutti abbandonare (com’è successo coi miei discepoli nell’ora della mia morte sul Golgota), e uno solo tra essi mi rimanesse fedele (com’è successo con Giovanni) ebbene, attraverso quel Giovanni Io rinnoverò il mondo!” (19 marzo 1969).
Questo testo mi ha fatto capire che la vittoria finale appartiene a Dio, ma che durante la partita ci possono essere degli alti e bassi dovuti alle condizioni che ormai ogni cristiano è in grado di capire.
Rifletto su ciò che ho appena vissuto. So che i messaggi profetici che tratto sono come le parti di un puzzle che intendo ricostruire. So bene che nella mia scatola, piena di questi messaggi, ne ce ne sono di veri e ce ne sono di falsi. Quelli falsi hanno sempre un difettuccio, magari piccolo piccolo, che fa sì che non stiano bene in nessun posto... Ma il messaggio che ho in mano è sicuramente vero, perchè trovo subito il suo posto, e noto che si adatta perfettamente ai pezzi che gli stanno intorno.
Mi aspetto un commento da parte della voce silenziosa, ma non mi è dato. Forse perchè le immagini che ho appena avuto sono già chiare ed eloquenti. Per me lo sono, ma per gli altri? Sento che nonostante la loro potenza e la loro chiarezza, queste immagini non convinceranno tutti. Allora guardo nel vuoto, mi interrogo su ciò che impedisce certe persone di dichiararsi soddisfatte delle spiegazioni fornite dalla provvidenza. Ed ecco la risposta che la voce immateriale me suggerisce:
“C’è una differenza enorme tra le persone che si accontentano di poco, quasi di nulla, e quelle al contrario che non si accontentano mai di niente, perchè proprio nulla le soddisfa. Le prime hanno un’anima di buona volontà, e credono alla provvidenza. Assomigliano a delle bambine docili che inventano la loro felicità a partire da ciò che ricevono dalle mani adulte. Le seconde invece hanno un’anima che somiglia a quella dei contestatori professionali. Nulla riesce a convincerle di scegliere la Verità quando questa viene loro proposta. Per queste persone tutto è pretesto per negare la verità, come se la verità non avesse diritto di esistere.
Per esempio, se un testimone della verità non dà il suo nome, la sua prova non è ammissibile; se invece lo dà, è il suo nome che non è ammissibile. Se un libro che testimonia della verità si presenta con “Imprimatur”, si tratta sicuramente di “vecchio paternalismo”, ma se si presenta senza “Imprimatur”, sventura per colui che osa diffonderlo in quello stato! ”
A queste condizioni, mi dico subito, sarà meglio che prosegua per la mia strada senza indugiare oltre, che segua il consiglio che Virgilio dava al suo amico Dante Alighieri, durante il viaggio che assieme hanno effettuato nei meandri dell’inferno: “Non ti curar di lor, ma guarda e passa” [114]
Immagine n. 3
L’amore al suo apice.
Avendo appreso da Luisa Piccarreta che nel tempo dell’Era nuova noi saremo capaci di amare nella giusta maniera, speravo sempre di incontrare qualcuno in grado di descrivermi quest’amore nuovo, mostrandomi come sarebbe fatto, di che cosa sarebbe composto. Il Signore lo sapeva, e un bel giorno ha permesso che mentalmente mi appaiano tre coppie di novelli sposi.
Le tre coppie mi appaiono raffigurate durante il periodo detto luna di miele. I coniugi di ogni coppia si prodigano dei gesti di affetto, di attaccamento, di passione, che sono apparentemente identici. All’improvviso mi è concesso di “vedere” all’interno della loro anima, e mi accorgo che le tre coppie non si amano allo stesso modo, e questo malgrado l’identità dei loro gesti esteriori. Risulta che i loro sentimenti non sono gli stessi, perchè appartengono a dei mondi diversi.
I coniugi della prima coppia si amano in modo tenero e appassionato, ma come risultato di una necessità istintiva di RICEVERE amore.
I coniugi della seconda coppia si amano in modo tenero e appassionato, ma come risultato di una necessità istintiva che li spinge ambedue a DARE amore (oltre che a riceverlo).
I coniugi della terza coppia si amano anch’essi in modo tenero e appassionato, ma come risultato di una necessità che li spinge ad amarsi reciprocamente allo scopo di poter amare Dio INSIEME. [115]
Riconosco che l’immagine della terza coppia è veramente quella che mi seduce di più. La qualità d’amore di questi due coniugi mi permette di capire che l’amore umano è un amore creato, e che i più solidi e veri degli amori creati sono quelli che accettano lo stampo dell’Amore increato.
Mi dico: l’Amore increato è Dio, che si trova al centro della Comunione dei Santi. Più gli esseri che si trovano attorno a Lui sono in grado di riflettere qualitativamente e quantitativamente la sua immagine, come avviene con i nostri “specchi”, e più questi “specchi” umano-divini sono in grado di rilanciare la luce ricevuta, quella che deriva loro dalla fonte prima dell’Amore, l’Amore increato.
Concludendo mi dico: ecco l’apice dell’amore, l’amore che converrà perfettamente al periodo che Luisa Piccarreta ci descrive come quello in cui trionferà in noi il Divin Volere[116]


NOTE :[110] Una persona scettica mi diceva che questo mio atteggiamento passivo di fronte a Gesù, mio autista privato, non le piaceva. Secondo lei era una forma di “quietismo”. L’osservazione mi sembrò pertinente. Preoccupato chiesi al Signore di aiutarmi. Il giorno dopo, volendo spingere un libro che sembrava volesse cadere dalla biblioteca, mi è venuta l’idea di aprirlo, e il mio sguardo è caduto su di una frase di Gesù, che sembrava desideroso di rispondermi attraverso di essa. La frase diceva: «Questa vita interiore non consisterà tanto nel seguire questo o quel metodo di orazione, ma nell’accettare volontariamente e liberamente di lasciarsi plasmare senza opporre resistenza. Cacciate ogni timore inutile: questa “passività” non ha nulla di riprovevole. Nel compimento del loro dovere queste anime rimarranno attente, proprio nella misura in cui si lasceranno plasmare dallo Spirito Santo.» (“Divins Appels”, p. 178). 

[111] Agli scacchi, le pedine sono i pezzi meno importanti, ma il gioco permette che in certi casi una semplice pedina tenga la chiave della vittoria o della sconfitta. Tutto dipende da come il gioco è impostato.
[112] Nel corso della mia infanzia ho scoperto l’esistenza della morte, e poco dopo, sul piano spirituale, l’esistenza del male. Mi sono reso conto che talora la morte sembrava prevalere sulla vita, e il male sul bene. Anche se intuivo che le vittorie del male sul bene erano provvisorie, sentivo in me un profondo dolore.
[113] I buoni sacerdoti ci parlano spesso della necessità di abbandonarci a Dio con fiducia. Le due immagini descritte, quella dell’ “autista privato” e quella del “gioco degli scacchi”, illustrano questo concetto di abbandono fiducioso in Dio.
[114]  Dante Alighieri: “La Divina Commedia”, Inferno, 3, 51.
[115] C’è una differenza sostanziale entra amare Dio ognuno per sè, e amare Dio insieme. Gesù avrebbe detto a Vassula Ryden che nulla lo glorifica più di quanto lo glorifica l’amore che gli dedichiamo collettivamente, come comunità umana (unificata dal suo amore).
[116] Il periodo suddetto è quello del Regno messianico, e sembra corrispondere al Millennio felice descritto da S. Giovanni nell’Apocalisse (Ap 20, 1-6). L’amore vissuto nel corso di questo millennio dovrà essere santificante, visto che è quello del settimo millennio, l’equivalente della domenica, giorno di santificazione! La domenica è chiamata: “Giorno del Signore”, oppure “Giorno di Santificazione”.
Nel libro di J. De Parvulis, “Mondo Nuovo Profetizzato”, cap. 1, sez. # 2, il millennio attuale appare come il terzo della cristianità, ma anche come il settimo della storia umana in generale. Il fatto di essere il settimo, cioè l’ultimo, di una serie di sette, potrebbe meritare a questo nostro millennio l’appellativo di: “Millennio domenicale”. Il libro di J. De Parvulis è disponibile anche su Internet all’indirizzo: http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-01.html . 

Gesù rivela a Luisa Piccarreta l’età dell’uomo






Da quanto tempo la specie umana è presente sulla terra? 

La scienza tenta di rispondere, ma le sue risposte variano da uno scienziato all’altro, e da un’epoca all’altra. Nel testo che segue, scritto da Luisa Piccarreta il 29 gennaio 1919, Gesù ci dice che la storia dell’umanità è cominciata sei mila anni fa. Gesù si esprime in questi termini:

Gesù a Luisa Piccarreta«Figlia mia diletta, voglio farti sapere l’ordine della mia provvidenza : in ogni corso di due mila anni ho rinnovato il mondo. Dopo i primi due mila anni lo rinnovai col diluvio. Dopo i secondi due mila anni i buoni e gli stessi santi sono vissuti dei frutti della mia Umanità, e a sprazzi hanno goduto della mia Divinità. Ora siamo circa al termine dei terzi due mila anni, e ci sarà una terza rinnovazione. Ecco perciò lo scompiglio generale. Esso non è altro che un preparativo, appunto, a questa terza rinnovazione.
E se nella seconda manifestai ciò che faceva e soffriva la mia Umanità, pochissimo ciò che operava la Divinità, ora in questa terza rinnovazione, dopo che la terra sarà purgata, ed in gran parte distrutta la generazione presente, sarò ancora più largo con le creature, e compirò la rinnovazione col manifestare ciò che faceva la mia Divinità nella mia Umanità, come agiva il mio Volere divino col mio volere umano, come tutto restava concatenato in Me, come tutto facevo e rifacevo, ed anche un pensiero di ciascuna creatura era rifatto da Me e suggellato col mio Volere divino.
Il mio Amore vuole sfogo, e vuole fare conoscere gli eccessi che operava la mia Divinità nella mia Umanità a prò delle creature, che superano di gran lunga gli eccessi che operava esternamente la mia Umanità. » [96]   
Il testo che segue, scritto da Luisa nel 1925, conferma il precedente. Ha come titolo: Appello del Re divino che promulga il Regno della sua Volontà. [97]     
 Dio parla all’Umanità: «Miei cari ed amati figli, vengo in mezzo a voi con il Cuore affogato nelle fiamme d’Amore. Vengo come Padre in mezzo ai figli che amo assai, ed è tanto il mio Amore, che vengo a rimanere con voi per fare vita insieme, e vivere con una solo volontà, con un solo Amore [...]
Sappiate che è tanto il mio Amore, che metterò da parte la vostra vita passata, le vostre stesse colpe, tutti i vostri mali, e li seppellirò nel mare del mio Amore affinchè siano tutti bruciati, ed incominceremo insieme una nuova vita, tutta di Volontà mia. [...]
Oh, quanto lo sospiro, quanto gemo e deliro, e giungo fino a piangere perchè voglio che i miei cari figli stiano insieme con Me, e vivano della mia stessa Volontà!
Sono circa sei mila anni di lunghi sospiri e di lacrime amare della mia santa Umanità, perchè reclamo e voglio i miei figli intorno a Me, per renderli santi e felici. [...] Se mi darete la vostra volontà, tutto è fatto. Mi renderete felice e sarete felici. Non sospiro altro, se non che la mia Volontà regni in mezzo a voi. Il cielo e la terra vi sorrideranno.
Perciò ascoltatemi. Vi prego, figli miei, di leggere con attenzione queste pagine che vi metto davanti, e sentirete il bisogno di vivere della mia Volontà. Io mi metterò vicino a voi quando leggerete, e vi toccherò la mente, il cuore, perchè comprendiate e risolviate di volere il Dono nel mio “Fiat” divino. »  Corato, 1925.
Dei tre estratti che seguono, due sono dialoghi tra Luisa e Gesù, il terzo è una lettera che Luisa ha scritto per rispondere ad un corrispondente. Il primo e il terzo confermano che l’uomo esiste sulla terra da sei mille anni, il secondo informa che il Divin Volere farà la salvezza o la perdita di molti.
Brano # 1. [98]
Luisa a Gesù«Mio amato Gesù, quando verrà questo Regno?»
Gesù a Luisa Piccarreta«Figli mia, per venire la Redenzione ci vollero quattro mila anni, perchè il popolo che pregava e sospirava il futuro Redentore era il più piccolo, di numero molto ristretto. Invece le anime che appartengono alla mia Chiesa formano più popoli e sono di numero, oh, quanto superiore a quello. Perciò il numero abbrevierà il tempo [...] »
Brano # 2. [99]
Gesù a Luisa Piccarreta«Figlia mia, questo cerchio è la mia Volontà eterna, che abbraccia la gran ruota dell’eternità. Tutto ciò che è dentro il cerchio non è altro che tutto ciò che fece la mia Umanità nella Divina Volontà, per impetrare che il mio Volere si compisse come in Cielo così in terra. Tutto è preparato e fatto. Non resta altro che aprire le porte e farlo conoscere, per fare all’uomo prendere il possesso.
Di Me fu detto, quando venni sulla terra a redimere l’uomo, che sarei stato la salvezza e la rovina di molti. Così si dirà ora, che questa mia Volontà sarà o di grande santità, perchè la mia Volontà è di assoluta santità, o di rovina per molti. [...]
Perciò sii attenta. Guarda sempre fissa nel mio Volere, e ti troverai con la pienezza della grazia di vivere nella mia Volontà. »  (21 settembre, 1923).
Brano # 3. [100]
Lettera di Luisa a un corrispondente«Carissimo figlio nel Voler Divino, rispondo alla vostra carissima lettera e prego Gesù che vi dia sempre nuove grazie, nuova luce, per far comprendere a tutti il vivere nel Volere divino. Oh, come Gesù Io sospira e giunge fino a piangere, che vuole che conosciamo la santa Divina Volontà, perché regni e domini in tutto il mondo, e perché è decreto della Trinità sacrosanta che la Divina Volontà si faccia in terra come si fa in Cielo.
Come fu decretata la Creazione e la Redenzione, così è decretato il Regno della Divina Volontà sulla terra; e perciò userà tutte le arti, prenderà la creatura da tutti i lati, con castighi terribili, con miracoli strepitosi, per fare che ciò avvenga. Giungerà a tanto, che il primo al sacrificio sarà Gesù: si metterà a capo di tutti gli atti nostri, per fare che tutti corrano nel mare della Divina Volontà. E se Gesù ci sta castigando è proprio per questo: che le creature, specie la parte religiosa, invece di farsi prendere da Gesù per via d’amore, come Lui voleva, si è fatta prendere per via di castighi.
Povero Gesù, quanto soffre, e come sospira e piange, che le creature non lo pregano, non lo pressano a concedere loro il dono di vivere nella Volontà di Dio. E se trova qualcuna, se la prende in braccio, fa festa, si sente come un Re vittorioso, che sebbene per sei mila anni ha dovuto combattere, ricevendo ferite e sconfitte, ora finalmente ha fatto la prima conquista, e vittorioso se la gode, e chiama tutto il Cielo a festeggiare la sua prima vittoria. E mentre fa festa, mette a disposizione della creatura la sua santità, il suo Amore, la sua Luce, le sue Grazie, e le dà il diritto nella sua Patria Celeste. Sicché anche stando in terra, lei è posseditrice della Patria Celeste e può dire: Ciò che si fa in Cielo faccio io in terra; anzi loro godendo e felicitandosi, ed io facendo le nuove conquiste che servono a portare nuove gioie al Cielo.
Perciò dite a tutti che non vi è cosa più grande, prodigio più strepitoso del vivere nel Volere Divino. Noi ci mettiamo a disposizione di Dio e Lui si mette a disposizione nostra, fino a farci formare tanti Gesù per quanti atti facciamo nella sua santa Volontà.
1 mari del Volere Divino non sono conosciuti ancora. Se li conoscessero, si getterebbero nel mare del Divin Volere per farvi vita perenne. Perciò preghiamo ed aspettiamo; Gesù tiene i secoli in suo potere; ciò che non fa oggi farà domani, perché oggi le menti sono cieche. Domani troverà occhi che potranno sostenere la luce della Divina Volontà e farà ciò che non ha fatto oggi.
Salutandovi, vi lascio tutti nel mare immenso del Volere divino. La piccola figlia del Volere Divino.

NOTE[96] Luisa Piccarreta: Opere, vol. VI; pp. 72-73. Questo libretto è un esemplare “Pro manuscripto” messo in circolazione nel 1977 dall’ “Associazione del Divin Volere”, situata a Sesto-San-Giovanni, Milano.
[97] Pablo-Martin Sanguiao: “Vi annunzio una grande gioia”. Questo opuscolo contiene 38 estratti scelti dall’autore nei libri di Luisa Piccarreta. Il brano: Appello del Re divino che promulga il Regno della sua Volontà, va da p. 31 a p. 34. 
[98] Ibidem, brano n. 30. Questo brano è datato: 26 maggio 1928.
[99] Ibidem, brano n. 31. Questo brano è datato: 21 settembre 1923.
[100] Ibidem, brano n. 38. Questo brano è datato: 15 gennaio 1945.

martedì 18 luglio 2017

Il prodigio dell’Immacolato Concepimento della Mamma Celeste

Dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta “la Piccola Figlia della Divina Volontà” (“La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà” 1º e 2º Giorno):
Lezione della Regina del Cielo:
“Figlia mia, ascoltami, è il mio Cuore materno che ti ama tanto e che vuole versarsi sopra di te. Sappi che ti ho qui, scritta nel mio Cuore, e ti amo da vera figlia, ma vi sento un dolore perché non ti vedo simile alla tua Mamma. Ma sai chi ci rende dissimili? Ahi, è la tua volontà, che ti toglie la freschezza della grazia, la bellezza che innamora il tuo Creatore, la fortezza che tutto vince e sopporta, l’amore che tutto consuma; insomma, non è quella Volontà che anima la tua Mamma Celeste. 
il germe dell'Immacolato ConcepimentoTu devi sapere che conobbi la mia volontà umana solo per tenerla sacrificata in omaggio al mio Creatore; la mia vita fu tutta di Volontà Divina. Dal primo istante del mio Concepimento fui plasmata, riscaldata e messa nella sua Luce, la quale purificò con la sua potenza il mio germe umano, così ché restai concepita senza macchia originale. 
Perciò, se il mio Concepimento fu senza macchia e così glorioso da formare l’onore della Famiglia Divina, fu solo perché il FIAT onnipotente che si riversò sul mio germe, e pura e santa restai concepita. Sicché, se il Volere Divino non si fosse riversato sopra il mio germe più che una tenera madre, per impedire gli effetti del peccato originale, avrei incontrato la triste sorte delle altre creature, di essere concepita col peccato originale. Perciò, tutta la causa primaria fu la Divina Volontà. Ad Essa sia l’onore, la gloria, il ringraziamento d’essere tutta concepita senza macchia d’origine”. (Luisa Piccarreta “La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà”  1º Giorno)
Lezione della Regina del Cielo:
“Dunque ascoltami, figlia mia diletta: non appena il Volere Divino si riversò sul mio germe umano per impedire i tristi effetti della colpa, la Divinità sorrise, si mise in festa nel vedere nel mio germe quel germe umano puro e santo, come uscì dalle loro mani creatrici nella creazione dell’uomo. 
il Mare della Divina VolontàEd il FIAT Divino fece il secondo passo in me, col portare questo mio germe umano, da Esso purificato e santificato, innanzi alla Divinità, affinché si riversasse a torrenti sulla mia piccolezza in atto di essere concepita, e la Divinità, scorgendo in me bella e pura la loro opera creatrice, sorrise di compiacimento e, volendomi festeggiare, il Padre Celeste versò su di me mari di potenza, il Figlio mari di sapienza, lo Spirito Santo mari d’amore. Sicché Io restai concepita nella luce interminabile della Divina Volontà ed in mezzo a questi mari divini, che la mia piccolezza non poteva contenere, formavo onde altissime per rimandarle come omaggi d’amore e gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. 
E la Trinità era tutt’occhio su di me, e per non farsi vincere da me in amore, sorridendomi e vezzeggiandomi mi mandava altri mari, i quali mi abbellivano tanto che, come fu formata la mia piccola umanità, acquistai la virtù rapitrice di rapire il mio Creatore. E si faceva veramente rapire, tanto che tra me e Dio fu sempre festa, nulla ci negammo a vicenda; Io non Gli negai mai nulla e Lui neppure. Ma sai tu chi mi animava con questa forza rapitrice? La Divina Volontà, che come vita regnava in me. Perciò la forza dell’Ente Supremo era la mia e perciò avevamo uguale forza per rapirci a vicenda”. (Luisa Piccarreta “La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà”  2º Giorno)
O Maria, Madre di Gesù e Madre mia,
io ti affido e ti consacro la mia vita come ha fatto tuo Figlio Gesù. Mi consegno al tuo diritto di Madre e al tuo potere di Regina, alla sapienza e amore di cui Dio ti ha colmato, rinunciando totalmente al peccato e a colui che lo ispira, e consegno a Te il mio essere, la mia persona e la mia vita, e specialmente la mia volontà, affinché Tu la custodisca nel tuo Cuore materno e la offra al Signore insieme con il sacrificio che Tu hai fatto di Te stessa e della tua volontà.
In cambio, insegnami a fare come Te la Volontà Divina e a vivere in Essa.